GTM UNIVERSITY SALERNO – 3 OTTOBRE 2018

GTM UNIVERSITY SALERNO – 3 OTTOBRE 2018
Il 3 Ottobre 2018, presso il prestigioso Campus Universitario Biomedico dell’Università degli Studi di
Salerno,ha preso vita il secondo appuntamento del nuovo progetto scientifico formativo del Gruppo di
Terapia Manuale-GTM: il GTM at University. Infatti grazie al grande entusiasmo e forza della collega
Dott.ssa Mariaconsiglia Calabrese, presidente AIFI Campania, presidente Nazionale SIFiR, che ha
fortemente voluto la nostra presenza, è stato possibile organizzare una giornata formativa per gli
studenti del corso di laurea in Fisioterapia e Medicina e Chirurgia. Obiettivo della collega Calabrese è
creare, tra le diverse professioni operanti nel settore sanitario, un sapere performativo e trasversale, che
inizi dalla formazione Universitaria, imparando a lavorare insieme, e continui poi nel corso della vita
professionale di ciascuno. E’indiscutibile l’ importanza di operare in collaborazione, ognuno per le
proprie specifiche competenze, ma è anche indispensabile saperlo fare ed il modo migliore e impararlo
nel corso della formazione universitaria.
In quest’ottica è possibile la costruzione di un Team Interdisciplinare, di impostazione non
medicocentrica, che permetta di valutare e gestire il bisogno riabilitativo del paziente, promuovendone
la salute.
A testimonianza di ciò i lavori sono stati introdotti dal Prof. Nicola Maffulli Direttore della Clinica
Ortopedica e Presidente del CdL in Fisioterapia dell’Università di Salerno e da Marco Passaro,
Senatore degli studenti di Medicina dell’Università di Salerno.
Il tema della giornata è stata la Diagnosi Differenziale in Fisioterapia, una competenza essenziale e
necessaria a garantire la miglior risposta terapeutica alle esigenze del paziente, “la risposta giusta al
paziente giusto, nel momento giusto”.
Per diagnosi differenziale si intende quel complesso processo di ragionamento clinico e decisionale che
tende ad escludere fra manifestazioni che potrebbero sembrare simili, in un dato paziente, quelle che
non comprendono condizioni cliniche non di pertinenza del fisioterapista.
Per effettuare una corretta diagnosi differenziale, si confrontano i segni e sintomi del paziente
attraverso una corretta anamnesi ed un appropriato esame obiettivo.
La giornata è iniziata con la presentazione del Presidente del GTM, dott. Filippo Maselli su
“L’importanza della diagnosi differenziale in fisioterapia”, dove partendo dai concetti basilari del
ragionamento clinico utilizzato nella processo di screening in diagnosi differenziale, si è passati a fare
degli esempi pratici basati sulla citazione di alcuni case report pubblicati, di cui né è coautore,
sottolineando come un corretto ed esaustivo ragionamento clinico durante tutta la fase di raccolta
anamnestica e valutazione funzionale debba tenere sempre in considerazione il processo di diagnosi
differenziale, la revisione dei sistemi ed una corretta scelta terapeutica che tenga presente la possibilità
di trattare il paziente, trattare e riferirlo al medico competente o direttamente riferirlo al medico quando
la presenza di una grave redflag ci controindica la presa in carico del paziente. Competenze altamente
specifiche la cui conoscenza è possibile solo in seguito ad un percorso di specializzazione da parte del
fisioterapista.
Tutto questo processo è stato poi approfondito e reso utile clinicamente attraverso la presentazione
dell’iter diagnostico-decisionale di due dei case report accennati dal dott. Maselli dove appunto tramite
la necessaria ed opportuna capacità di ragionamento clinico, diagnosi differenziale, revisione dei
sistemi e presa decisionale, il fisioterapista specializzato è stato in grado di fare diagnosi differenziale
rispetto a due quadri clinici di diversa natura in cui entrambi in prima presentazione simulavano come
sintomatologia un tipico quadro di uno dei disordini muscolo-scheletrici più diffusi: il Low Back Pain.
Nello specifico, nel primo caso si è parlato di una patologia specifica a carico della matrice ossea della
testa del femore che inizialmente mimava un quadro di LBP confondendone il quadro clinico e relativa
diagnosi funzionale ed iter terapeutico: “Hip Bone Marrow Edema presentingasLow Back Pain: a Case
Report” presentato dal dott. Fabio Cataldi, coautore del case report e responsabile dell’ufficio tesoreria

del GTM. Solo grazie ad un’attenta revisione dei sistemi nella rivalutazione con test specifici positivi a
carico dell’articolazione coxofemorale da parte del fisioterapista specializzato, è stato possibile
indirizzare il paziente verso il miglior iter diagnotico-terapeutico da parte dello specialista competente.
Nel secondo caso si è parlato di una patologia specifica grave, come la Sclerosi Multipla, dove anche in
questo caso, la sintomatologia presente inizialmente mimava un quadro di LBP con possibile
interessamento sciatalgico come da diagnosi del Medico: “The strange nonspecific LBP in young
patient: case report of Multiple sclerosis (MS)” presentato dal dott. Denis Pennella, coautore del case
report e responsabile dell’URP del GTM. Grazie alle competenze specifiche del fisioterapista, in
seconda valutazione è stato possibile approfondire l’esame neurologico specifico e riconoscere quei
sintomi e segni specifici di patologia grave e non di competenza del fisioterapista che hanno poi portato
il clinico a re-inviare il paziente dallo specialista di competenza per poi essere indirizzato anche in
questo caso verso il miglior iter diagnostico-terapeutico.
Entrambi i due casi clinici, oltre al sottolineare quanto sia importante e necessario possedere le giuste
competenze in ambito di diagnosi differenziale da parte del fisioterapista specialmente quando lavora
in ambito di accesso diretto, ha enfatizzato l’importanza della corretta collaborazione tra la figura del
fisioterapista e del medico specialista affinché sia garantita la più corretta, utile ed immediata diagnosi
medica ed intrapreso il miglior iter terapeutico nei tempi più brevi possibili per evitare ritardi e perdite
di tempo che potrebbero influire sulla salute del paziente.
La giornata è stata conclusa con una sessione pratica dimostrativa di alcuni test clinici specifici per
patologia grave più utili in ambito di diagnosi differenziale, dove gli studenti hanno potuto apprendere
anche l’importanza delle competenze ed abilità manuali che si acquisiscono solo con un percorso di
specializzazione ed esperienza in pratica clinica.
L’entusiasmo, l’interesse e la partecipazione costante da parte degli oltre 100 studenti presenti, ha
dimostrato come queste tematiche ed esempi di interesse specialistico calati nella pratica clinica, siamo
molto utili e graditi da parte di chi è in fase di formazione e giustamente ha necessità di essere a
conoscenza delle varie possibilità formative post-laurea che dovrebbero essere core-competence di chi
vuole diventare un fisioterapista specializzato per fornire il miglior aiuto per la salute del paziente di
propria competenza.
Infine ci preme fare le nostre più vive congratulazioni alla nostra collega Dottoressa Mariaconsiglia
Calabrese per il suo nuovo prestigioso incarico di Vicepresidente Nazionale della Commissione dei
Corsi di Laurea in Fisioterapia presso la Conferenza Nazionale dei corsi di laurea delle professioni
Sanitarie. Incarico prestigioso che siamo sicuri saprà portare avanti con estremo impegno e successo,
insieme al Prof. Paolo Pillastrini nominato presidente. Congratulazioni di cuore a due colleghi che
elevano la fisioterapia a livelli che prima potevamo forse solo immaginare.
dr. ft Denis Pennella, dr. ft Fabio Cataldi, direttivo GTM
dr. ft Amedeo Bilotti, dr. ft Gianluca Ricciardelli, AIFI Campania, tutor e docenti CdL Fisioterapia,
Università degli studi di Salerno

La segreteria AIFI Campania si occupa, tra l'altro, di coordinare e gestire le attività inerenti la promozione sul territorio delle iniziative AIFI e l'assistenza ai soci della regione Campania

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