Campagna di raccolta fondi per Parent Project In viaggio con Luca

Campagna di raccolta fondi per Parent Project

Andare avanti con l’attuazione della Legge 3/18 A.I.FI. non abbassa la guardia

Andare avanti con l’attuazione della Legge 3/18

ESSERCI PER IL FUTURO DI TUTTI Progetto Registro Italiano PCI

Esserci per il futuro di tutti

Sentenza dell’Adunanza Plenaria del Consiglio di Stato: il diploma di Massofisioterapista post ‘99 non consente di saltare il test di ingresso per iscriversi al Corso di Laurea in Fisioterapia

Sentenza dell’Adunanza Plenaria del Consiglio di Stato: il diploma di Massofisioterapista post ‘99 non consente di saltare il test di ingresso per iscriversi al Corso di Laurea in Fisioterapia

NO AD AVVENTATE E INGIUSTE DEROGHE O SANATORIE PER LE ISCRIZIONI AGLI ALBI

Siamo venuti a conoscenza dai media dell’emendamento all’art. 41 del ddl 1334 che prevederebbe la possibilità di continuare ad esercitare senza obbligo di iscrizione all’Albo per “tutti coloro che, pur avendone i titoli, non hanno potuto accedere a percorsi di equivalenza”.

L’Associazione Italiana Fisioterapisti A.I.FI. ritiene tale proposta confusa nella forma e sbagliata nella sostanza e ne chiede quindi ai proponenti il ritiro immediato.

L’emendamento appare confuso nella forma perché i percorsi di equivalenza, definiti con l’Accordo Stato/Regioni n. 17/CSR del 10 febbraio 2011, recepito nel DPCM 26 luglio 2011, consentivano ai possessori di titoli atipici, ottenuti entro il 17 marzo 1999, non riconducibili a titoli equipollenti e non ricompresi in un esplicito elenco di titoli “esclusi”, di far valutare il proprio percorso formativo e la propria carriera pregressa “caso per caso”. Non era quindi previsto un preciso elenco di titoli che potevano accedere, e pertanto la formulazione “tutti coloro che, pur avendone i titoli, non hanno potuto accedere a percorsi di equivalenza” crea confusione oltre che, a nostro avviso, difficilmente applicabile.

L’emendamento appare inoltre sbagliato nella sostanza perché se il problema è che qualcuno non ha potuto accedere a percorsi di equivalenza, a nostro avviso la risposta non dovrebbe essere “continua pure ad esercitare senza iscriverti all’Albo” ma eventualmente, ad esempio, chiedere a Regioni e Province Autonome di ribadire i percorsi di equivalenza con le stesse regole di allora, quindi solo per i soli titoli conseguiti entro il 17 marzo 1999, in modo da valutare il percorso formativo di ciascuno e la eventuale necessità di integrazioni. L’emendamento sembra dare, infatti, una risposta scorretta; scorretta nei confronti di chi quei percorsi di equivalenza li ha con fatica intrapresi; scorretta nei confronti dei quasi 100.000 professionisti sanitari che in questi quattro mesi hanno intrapreso l’oneroso percorso di iscrizione agli Albi e che si vedrebbero, al passare di questa proposta, come si suol dire “cornuti e mazziati”.

EVITARE LE STRUMENTALIZZAZIONI

AIFI, inoltre, mette in guardia i decisori pubblici da chi sta tentando di strumentalizzare questo momento complesso di valutazione dei titoli e sta creando allarmismi forse ingiustificati; diverse realtà stanno infatti usando il rischio del “mettere sulla strada padri di famiglia” quando questo rischio non è reale o è limitato a pochi specifici casi magari risolvibili in altro modo.
Lo fanno per far passare norme che consentano l’iscrizione agli Albi anche di chi ha seguito percorsi formativi assolutamente insufficienti a garantire le competenze previste dai decreti ministeriali istitutivi dei profili delle 17 professioni sanitarie coinvolte.
Lo ribadiamo: i titoli conseguiti dopo il 17 marzo 1999 non sono in alcun modo, per contenuti e per durate, sovrapponibili alle Lauree triennali abilitanti all’esercizio di professione sanitaria.

Qualsiasi sanatoria, o improvvida proroga dei termini di equipollenze o equivalenze, avrebbe come unica conseguenza quella di mettere la salute dei cittadini nelle mani di persone non adeguatamente formate e di offuscare un percorso di chiarezza, quello degli Albi e Ordini per tutte le professioni sanitarie, atteso da decenni da centinaia di migliaia di professionisti

AIFI ISCRITTA DAL MINISTERO NELL’ELENCO DELLE ASSOCIAZIONI TECNICO SCIENTIFICHE!

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UNA PROFESSIONE TANTE FACCE

Locandina Evento

STUDIARE FISIOTERAPIA ALL’ESTERO, SI PUÒ? SÌ, … MA CON MOLTA ATTENZIONE!

STUDI ALL’ESTERO

Negli ultimi anni si è manifestato, ed è in continuo aumento, il fenomeno dei corsi di laurea in fisioterapia stranieri, ai quali si rivolgono aspiranti studenti italiani. Sono molte le organizzazioni che offrono corsi di laurea in fisioterapia sia con svolgimento in Italia, rilasciando titoli di università straniera, sia all’estero, non necessariamente nel paese dell’università che rilascia il titolo. Questi enti attraggono i tanti giovani delusi dal mancato superamento dei test di ammissione ai corsi di laurea delle professioni sanitarie, vantando la possibilità di accesso senza alcun test di ingresso. Gli annunci tendono ad essere molto accattivanti senza chiarire però gli ulteriori oneri di cui bisogna farsi carico dopo il conseguimento del titolo!

Professioni sanitarie, ministero Salute: «Abusivo chi non si iscrive subito al nuovo ordine multi-albo»

«Tutti i professionisti regolarmente abilitati che intendano esercitare una professione sanitaria in qualunque forma giuridica , hanno l’obbligo di iscriversi da subito all’albo professionale di riferimento». Un adempimento che scatta per i 17 profili – dai fisioterapisti agli ortottisti, dai tecnici di laboratorio ai dietisti, dagli igienisti dentali ai tecnici audiometristi – per la prima volta inclusi in un albo professionale e che devono effettuare l’iscrizione sul portale del nuovo Ordine multi-albo (www.tsrm.org ) istituito dalla Legge Lorenzin, sia nella libera professione sia nell’ambito della dipendenza presso strutture pubbliche o private. E in caso di non ottemperanza, «occorre evidenziare» che la stessa Legge Lorenzin «ha inasprito le pene e le sanzioni per coloro che incorrano nel reato di esercizio abusivo della professione». L’art. 12 della legge 3/2018 prevede infatti da sei mesi a tre anni di reclusione e multe da 10mila a 50mila euro. È questo il succo della lettera che il direttore generale della Dg professioni sanitarie e risorse umane del ministero della Salute, Rossana Ugenti, ha inviato in risposta a una richiesta di chiarimento da parte dello stesso nuovo ordine multi-albo (Federazione Tsrm e delle professioni sanitarie tecniche, della riabilitazione e della prevenzione ) sui termini di iscrizione agli albi delle professioni sanitarie istituiti con Dm 13 marzo 2018. Una conferma da parte del ministero resa necessaria per «contrastare il diffondersi di messaggi distorti, soprattutto nei siti Internet e nei social».

Nessuna proroga per i dipendenti pubblici
Stessa scadenza cogente vale anche per i professionisti impiegati come dipendenti del Servizio sanitario nazionale (Ssn). Il ministero chiarisce infatti che il termine del settembre 2019 – citato nella nota dell’Ordine dello scorso 4 giugno nella quale si sottolineava la particolarità del periodo transitorio per l’implementazione degli albi stessi – si riferisce esclusivamente alla conclusione dell’incarico di supporto dei rappresentati delle associazioni maggiormente rappresentative. «Tale termine – ribadisce Rossana Ugenti nella sua lettera – è stato travisato considerandolo un termine per l’iscrizione all’albo quando, invece, è stato indicato come un limite temporale per le Aziende sanitarie per la richiesta della certificazione ai singoli professionisti per partecipare ai concorsi e alle selezioni». Alla luce di quanto esposto, «ci si augura – conclude la dirigente del Ministero – che ogni dubbio sui termini per le iscrizioni agli albi delle professioni sanitarie istituiti con Dm 13 marzo 2018 sia definitivamente superato».

Il rischio è l’esercizio abusivo della professione
Al momento attuale, quasi la metà dei professionisti interessati (complessivamente 180-200mila, appartenenti ai 17 profili che devono iscriversi ai nuovi albi) hanno effettuato la preiscrizione sul portale del nuovo Ordine multi-albo . «Dalla data di decorrenza dell’obbligo del primo luglio scorso a oggi – spiega Alessandro Beux, presidente dell’Ordine – la pratica è stata ultimata da 80mila professionisti. Il nostro obiettivo è di superare i 100mila entro dicembre». A vedere il bicchiere mezzo pieno, potrebbe essere considerato un buon risultato. «La macchina si è senza dubbio avviata bene – continua Beux – a dispetto di chi “gufava” e sosteneva che non ce l’avremmo mai fatta. Ma anche alla luce dei chiarimenti del ministero, in realtà siamo a metà dell’opera. Tutti gli altri professionisti che non si sono ancora iscritti avrebbero già dovuto essere dentro e non ci sono. A fine dicembre avranno esercitato abusivamente la professione per sei mesi».

L’obiettivo dell’intero processo non è di vessare i professionisti, ricorda il presidente, ma di tutelarli. «La Federazione nazionale, il Ministero della Salute e le Regioni – conclude Beux – stanno valutando i percorsi tecnici di equivalenza e i percorsi normativi necessari a garantire la serenità di tutti i professionisti che ne hanno i requisiti. Da questo punto di vista l’Ordine è solo contro gli abusivi».

GTM UNIVERSITY SALERNO – 3 OTTOBRE 2018

GTM UNIVERSITY SALERNO – 3 OTTOBRE 2018
Il 3 Ottobre 2018, presso il prestigioso Campus Universitario Biomedico dell’Università degli Studi di
Salerno,ha preso vita il secondo appuntamento del nuovo progetto scientifico formativo del Gruppo di
Terapia Manuale-GTM: il GTM at University. Infatti grazie al grande entusiasmo e forza della collega
Dott.ssa Mariaconsiglia Calabrese, presidente AIFI Campania, presidente Nazionale SIFiR, che ha
fortemente voluto la nostra presenza, è stato possibile organizzare una giornata formativa per gli
studenti del corso di laurea in Fisioterapia e Medicina e Chirurgia. Obiettivo della collega Calabrese è
creare, tra le diverse professioni operanti nel settore sanitario, un sapere performativo e trasversale, che
inizi dalla formazione Universitaria, imparando a lavorare insieme, e continui poi nel corso della vita
professionale di ciascuno. E’indiscutibile l’ importanza di operare in collaborazione, ognuno per le
proprie specifiche competenze, ma è anche indispensabile saperlo fare ed il modo migliore e impararlo
nel corso della formazione universitaria.
In quest’ottica è possibile la costruzione di un Team Interdisciplinare, di impostazione non
medicocentrica, che permetta di valutare e gestire il bisogno riabilitativo del paziente, promuovendone
la salute.
A testimonianza di ciò i lavori sono stati introdotti dal Prof. Nicola Maffulli Direttore della Clinica
Ortopedica e Presidente del CdL in Fisioterapia dell’Università di Salerno e da Marco Passaro,
Senatore degli studenti di Medicina dell’Università di Salerno.
Il tema della giornata è stata la Diagnosi Differenziale in Fisioterapia, una competenza essenziale e
necessaria a garantire la miglior risposta terapeutica alle esigenze del paziente, “la risposta giusta al
paziente giusto, nel momento giusto”.
Per diagnosi differenziale si intende quel complesso processo di ragionamento clinico e decisionale che
tende ad escludere fra manifestazioni che potrebbero sembrare simili, in un dato paziente, quelle che
non comprendono condizioni cliniche non di pertinenza del fisioterapista.
Per effettuare una corretta diagnosi differenziale, si confrontano i segni e sintomi del paziente
attraverso una corretta anamnesi ed un appropriato esame obiettivo.
La giornata è iniziata con la presentazione del Presidente del GTM, dott. Filippo Maselli su
“L’importanza della diagnosi differenziale in fisioterapia”, dove partendo dai concetti basilari del
ragionamento clinico utilizzato nella processo di screening in diagnosi differenziale, si è passati a fare
degli esempi pratici basati sulla citazione di alcuni case report pubblicati, di cui né è coautore,
sottolineando come un corretto ed esaustivo ragionamento clinico durante tutta la fase di raccolta
anamnestica e valutazione funzionale debba tenere sempre in considerazione il processo di diagnosi
differenziale, la revisione dei sistemi ed una corretta scelta terapeutica che tenga presente la possibilità
di trattare il paziente, trattare e riferirlo al medico competente o direttamente riferirlo al medico quando
la presenza di una grave redflag ci controindica la presa in carico del paziente. Competenze altamente
specifiche la cui conoscenza è possibile solo in seguito ad un percorso di specializzazione da parte del
fisioterapista.
Tutto questo processo è stato poi approfondito e reso utile clinicamente attraverso la presentazione
dell’iter diagnostico-decisionale di due dei case report accennati dal dott. Maselli dove appunto tramite
la necessaria ed opportuna capacità di ragionamento clinico, diagnosi differenziale, revisione dei
sistemi e presa decisionale, il fisioterapista specializzato è stato in grado di fare diagnosi differenziale
rispetto a due quadri clinici di diversa natura in cui entrambi in prima presentazione simulavano come
sintomatologia un tipico quadro di uno dei disordini muscolo-scheletrici più diffusi: il Low Back Pain.
Nello specifico, nel primo caso si è parlato di una patologia specifica a carico della matrice ossea della
testa del femore che inizialmente mimava un quadro di LBP confondendone il quadro clinico e relativa
diagnosi funzionale ed iter terapeutico: “Hip Bone Marrow Edema presentingasLow Back Pain: a Case
Report” presentato dal dott. Fabio Cataldi, coautore del case report e responsabile dell’ufficio tesoreria

del GTM. Solo grazie ad un’attenta revisione dei sistemi nella rivalutazione con test specifici positivi a
carico dell’articolazione coxofemorale da parte del fisioterapista specializzato, è stato possibile
indirizzare il paziente verso il miglior iter diagnotico-terapeutico da parte dello specialista competente.
Nel secondo caso si è parlato di una patologia specifica grave, come la Sclerosi Multipla, dove anche in
questo caso, la sintomatologia presente inizialmente mimava un quadro di LBP con possibile
interessamento sciatalgico come da diagnosi del Medico: “The strange nonspecific LBP in young
patient: case report of Multiple sclerosis (MS)” presentato dal dott. Denis Pennella, coautore del case
report e responsabile dell’URP del GTM. Grazie alle competenze specifiche del fisioterapista, in
seconda valutazione è stato possibile approfondire l’esame neurologico specifico e riconoscere quei
sintomi e segni specifici di patologia grave e non di competenza del fisioterapista che hanno poi portato
il clinico a re-inviare il paziente dallo specialista di competenza per poi essere indirizzato anche in
questo caso verso il miglior iter diagnostico-terapeutico.
Entrambi i due casi clinici, oltre al sottolineare quanto sia importante e necessario possedere le giuste
competenze in ambito di diagnosi differenziale da parte del fisioterapista specialmente quando lavora
in ambito di accesso diretto, ha enfatizzato l’importanza della corretta collaborazione tra la figura del
fisioterapista e del medico specialista affinché sia garantita la più corretta, utile ed immediata diagnosi
medica ed intrapreso il miglior iter terapeutico nei tempi più brevi possibili per evitare ritardi e perdite
di tempo che potrebbero influire sulla salute del paziente.
La giornata è stata conclusa con una sessione pratica dimostrativa di alcuni test clinici specifici per
patologia grave più utili in ambito di diagnosi differenziale, dove gli studenti hanno potuto apprendere
anche l’importanza delle competenze ed abilità manuali che si acquisiscono solo con un percorso di
specializzazione ed esperienza in pratica clinica.
L’entusiasmo, l’interesse e la partecipazione costante da parte degli oltre 100 studenti presenti, ha
dimostrato come queste tematiche ed esempi di interesse specialistico calati nella pratica clinica, siamo
molto utili e graditi da parte di chi è in fase di formazione e giustamente ha necessità di essere a
conoscenza delle varie possibilità formative post-laurea che dovrebbero essere core-competence di chi
vuole diventare un fisioterapista specializzato per fornire il miglior aiuto per la salute del paziente di
propria competenza.
Infine ci preme fare le nostre più vive congratulazioni alla nostra collega Dottoressa Mariaconsiglia
Calabrese per il suo nuovo prestigioso incarico di Vicepresidente Nazionale della Commissione dei
Corsi di Laurea in Fisioterapia presso la Conferenza Nazionale dei corsi di laurea delle professioni
Sanitarie. Incarico prestigioso che siamo sicuri saprà portare avanti con estremo impegno e successo,
insieme al Prof. Paolo Pillastrini nominato presidente. Congratulazioni di cuore a due colleghi che
elevano la fisioterapia a livelli che prima potevamo forse solo immaginare.
dr. ft Denis Pennella, dr. ft Fabio Cataldi, direttivo GTM
dr. ft Amedeo Bilotti, dr. ft Gianluca Ricciardelli, AIFI Campania, tutor e docenti CdL Fisioterapia,
Università degli studi di Salerno